I rosa+croce
Nel 1614 apparve a Cassel in Germania un misterioso libello dal lunghissimo titolo che infiammò le curiosità degli intellettuali:
Riforma universale e generale dell’intero Universo. Seguita dalla "Fama fraternitatis” dell’Onorevole Confraternita della Rosa+Croce, inidirizzata a tutti gli uomini dotti e ai sovrani d’Europa, e da una breve risposta inviata dal signor Haselmeyer, il quale per questo motivo è stato arrestato e gettato in prigione dai Gesuiti e incatenato su una galera. Ora data alle stampe e resa nota a tutti i cuori sinceri.
Si trattava di un pamphlet in cui si raccontava anche la storia del leggendario fondatore della Confraternita, un certo Christian Rosencreutz , vissuto tra il 1378 e il 1484 e ritornato in vita nel 1604 con una “resurrezione” annunciata. Egli si sarebbe basato su conoscenze segrete apprese dalla Setta degli Assassini di Al Hasan Ibn As-Sabbah (il Vecchio della Montagna) in Terrasanta (setta con la quale si dice abbiano avuto contatti i Templari). Nel 1604 tornò per dettare i libri segreti dell’Ordine.
Questo personaggio sembra essere frutto della fantasia, come pure la setta da lui fondata, che si basa su due simboli utilizzati e associati da secoli per designare la Madonna (o una qualche dea) e l’illuminazione interiore (frequente l’uso da parte dei Fedeli d’Amore e Dante). Dobbiamo anche considerare il particolare clima in cui apparve questo manifesto e poi il successivo Confessio fraternitatis (1615), in cui fioriva la fiducia nelle capacità e nel libero pensiero dell’uomo, in cui si era sempre più convinti che sapiens dominabitur astra: l’uomo avrebbe scoperto i segreti della natura, svincolandosi dalle catene imposte dalla Chiesa e particolarmente dai potenti Gesuiti.
Ora si sa quasi per certo che i manifesti vennero diffusi da un teologo ed esoterista tedesco, Johann Valentin Andrea; è quindi messa in dubbio l’esistenza dello straordinario personaggio di Rosenkreutz, ma non quella di un’organizzazione settaria che mirava a minare l’egemonia della Chiesa cattolica e che si proclamava custode di conoscenze esoteriche, forse continuando l’opera del Priorato di Sion, della setta dei Fedeli d’Amore e fondendosi con la Massoneria (che comprende un rito rosacrociano).
I rosacrociani si richiamavano all’ermetismo egiziano, alla gnosi, alla cabala ebraica, all’alchimia, retrodatando la loro fondazione all’epoca dei Carolingi o addirittura al regno del faraone Akhenaton.
Nel 1616 apparve un altro trattato, Le nozze chimiche di Christian Rosenkreutz, una complessa allegoria con richiami ai Templari e alla ricerca del Santo Graal.
I rosacrociani ebbero seguaci anche fra le teste coronate, come presso Federico, elettore palatino della Renania, che creò ad Hildeberg una corte dove fiorì una cultura dalla forti influenze esoteriche. Pare che Federico si sentisse investito di una missione spirituale strettamente collegata alle credenze dei Rosacroce e che, una volta eletto re di Boemia, fu proprio tale sentimento che lo spinse ad entrare in conflitto con il Papato, dando inizio alla sanguinosa Guerra dei Trent'anni.
Pare che rosacrociano fosse anche il misterioso Conte di saint Germain: questo curioso personaggio si dice sia nato ad Asti (infatti era noto anche come "Conte del Monferrato") all'inizio del '700 da una relazione fra la regina di Spagna, Marie Annie di Neuburg (rimasta vedova) e l'Amirante di Castilla.Seppe crearsi una fama di maestro dell'occultismo, esperto alchimista in possesso della Pietra Filosofale come pure del segreto dell'immortalità. Infatti, si dice che non sia mai morto, continuando ad essere avvistato nel corso dei secoli con il perenne aspetto di un quarantenne.
Gruppi rosacrociani continuarono a sorgere nei secoli successivi, fino ad arrivare al XIX secolo, in cui, all’interno della generale moda dell’esoterismo e dell’occultismo nacque il circolo presieduto da Debussy (indicato come Gran Maestro del Priorato). Debussy aveva conosciuto Victor Hugo (altro Gran Maestro) ed entrò in contatto con i simbolisti tramite Mallarmé, del quale musicò L’Après-Midi d’un Faune. In questi circoli confluivano varie tendenze esoteriche, tra cui satanismo, studio dei Tarocchi e persino neocatarismo; venivano alla luce anche opere che si autodefinivano rosacrociane, come Axel del conte Philippe Auguste Villiers de l’Isle-Adam. Il circolo di Debussy era frequentato anche da Emile Hoffet ed Emma Calvé, amici del misterioso parroco Saunière, protagonista dell’enigma di Rennes-le-Château. Ci furono, inoltre, contatti con Josephine Péladan, che nel 1890 fondò l’ "Ordine della Rosa+Croce, del Tempio e del Graal", che promulgava la dottrina secondo cui dopo la morte l’anima, libera dai vincoli della materia (negativa come per i Catari) può raggiungere l’illuminazione finale, permessa naturalmente solo agli iniziati.
Ancora oggi esiste "The Ancient Mystical Order Rosae Crucis", noto come Amorc, organizzato in varie logge diffuse in tutto il mondo, con sede a San Josè.
Riforma universale e generale dell’intero Universo. Seguita dalla "Fama fraternitatis” dell’Onorevole Confraternita della Rosa+Croce, inidirizzata a tutti gli uomini dotti e ai sovrani d’Europa, e da una breve risposta inviata dal signor Haselmeyer, il quale per questo motivo è stato arrestato e gettato in prigione dai Gesuiti e incatenato su una galera. Ora data alle stampe e resa nota a tutti i cuori sinceri.
Si trattava di un pamphlet in cui si raccontava anche la storia del leggendario fondatore della Confraternita, un certo Christian Rosencreutz , vissuto tra il 1378 e il 1484 e ritornato in vita nel 1604 con una “resurrezione” annunciata. Egli si sarebbe basato su conoscenze segrete apprese dalla Setta degli Assassini di Al Hasan Ibn As-Sabbah (il Vecchio della Montagna) in Terrasanta (setta con la quale si dice abbiano avuto contatti i Templari). Nel 1604 tornò per dettare i libri segreti dell’Ordine.
Questo personaggio sembra essere frutto della fantasia, come pure la setta da lui fondata, che si basa su due simboli utilizzati e associati da secoli per designare la Madonna (o una qualche dea) e l’illuminazione interiore (frequente l’uso da parte dei Fedeli d’Amore e Dante). Dobbiamo anche considerare il particolare clima in cui apparve questo manifesto e poi il successivo Confessio fraternitatis (1615), in cui fioriva la fiducia nelle capacità e nel libero pensiero dell’uomo, in cui si era sempre più convinti che sapiens dominabitur astra: l’uomo avrebbe scoperto i segreti della natura, svincolandosi dalle catene imposte dalla Chiesa e particolarmente dai potenti Gesuiti.
Ora si sa quasi per certo che i manifesti vennero diffusi da un teologo ed esoterista tedesco, Johann Valentin Andrea; è quindi messa in dubbio l’esistenza dello straordinario personaggio di Rosenkreutz, ma non quella di un’organizzazione settaria che mirava a minare l’egemonia della Chiesa cattolica e che si proclamava custode di conoscenze esoteriche, forse continuando l’opera del Priorato di Sion, della setta dei Fedeli d’Amore e fondendosi con la Massoneria (che comprende un rito rosacrociano).
I rosacrociani si richiamavano all’ermetismo egiziano, alla gnosi, alla cabala ebraica, all’alchimia, retrodatando la loro fondazione all’epoca dei Carolingi o addirittura al regno del faraone Akhenaton.
Nel 1616 apparve un altro trattato, Le nozze chimiche di Christian Rosenkreutz, una complessa allegoria con richiami ai Templari e alla ricerca del Santo Graal.
I rosacrociani ebbero seguaci anche fra le teste coronate, come presso Federico, elettore palatino della Renania, che creò ad Hildeberg una corte dove fiorì una cultura dalla forti influenze esoteriche. Pare che Federico si sentisse investito di una missione spirituale strettamente collegata alle credenze dei Rosacroce e che, una volta eletto re di Boemia, fu proprio tale sentimento che lo spinse ad entrare in conflitto con il Papato, dando inizio alla sanguinosa Guerra dei Trent'anni.
Pare che rosacrociano fosse anche il misterioso Conte di saint Germain: questo curioso personaggio si dice sia nato ad Asti (infatti era noto anche come "Conte del Monferrato") all'inizio del '700 da una relazione fra la regina di Spagna, Marie Annie di Neuburg (rimasta vedova) e l'Amirante di Castilla.Seppe crearsi una fama di maestro dell'occultismo, esperto alchimista in possesso della Pietra Filosofale come pure del segreto dell'immortalità. Infatti, si dice che non sia mai morto, continuando ad essere avvistato nel corso dei secoli con il perenne aspetto di un quarantenne.
Gruppi rosacrociani continuarono a sorgere nei secoli successivi, fino ad arrivare al XIX secolo, in cui, all’interno della generale moda dell’esoterismo e dell’occultismo nacque il circolo presieduto da Debussy (indicato come Gran Maestro del Priorato). Debussy aveva conosciuto Victor Hugo (altro Gran Maestro) ed entrò in contatto con i simbolisti tramite Mallarmé, del quale musicò L’Après-Midi d’un Faune. In questi circoli confluivano varie tendenze esoteriche, tra cui satanismo, studio dei Tarocchi e persino neocatarismo; venivano alla luce anche opere che si autodefinivano rosacrociane, come Axel del conte Philippe Auguste Villiers de l’Isle-Adam. Il circolo di Debussy era frequentato anche da Emile Hoffet ed Emma Calvé, amici del misterioso parroco Saunière, protagonista dell’enigma di Rennes-le-Château. Ci furono, inoltre, contatti con Josephine Péladan, che nel 1890 fondò l’ "Ordine della Rosa+Croce, del Tempio e del Graal", che promulgava la dottrina secondo cui dopo la morte l’anima, libera dai vincoli della materia (negativa come per i Catari) può raggiungere l’illuminazione finale, permessa naturalmente solo agli iniziati.
Ancora oggi esiste "The Ancient Mystical Order Rosae Crucis", noto come Amorc, organizzato in varie logge diffuse in tutto il mondo, con sede a San Josè.