Quale verità?
Su tale argomento sono state avanzate numerose ipotesi, dalle più semplici alle più fantasiose (ma vista la presenza di tante stranezze non meno probabili). Cercherò di enunciare brevemente le principali.
I IPOTESI.
Saunière ottenne il denaro in modo disonesto. Finché rimase vescovo di Carcassonne un amico dell’abate tutto filò liscio, ma il successore volle vederci più chiaro nella vita lussuosa di un modesto curato di campagna e lo accusò di traffico di messe e simonia. Saunière, però, si appellò al Vaticano, che lo scagionò. Dietro all’apparente mistero potrebbe, quindi, esserci solo l’avidità di un prete che non seguiva a dovere i Comandamenti.
II IPOTESI.
Saunière trovò un tesoro. Quelli dove si trova Rennes sono, come ho già accennato, luoghi ricchi di storia, dove nel corso dei secoli si sono susseguiti varie dominazioni. Durante i lavori di restauro potrebbe aver trovato un tesoro materiale, con oro e argento, o più probabilmente le istruzioni per raggiungerlo, per scavare nel punto giusto, magari vicino alla chiesa dove sorgeva il cimitero. E chi poteva aver sepolto un tesoro? Qui le opzioni si sprecano: i Celti, popolo ricco e fiorente che visse a lungo in questi luoghi; i Visigoti, che magari depositarono qui le ricchezze sottratte ai Romani; i Catari (noti per custodire un qualche tesoro) in quanto sono questi i luoghi della famigerata crociata contro gli Albigesi; i Templari, dei quali si trovano numerosi castelli, tra cui quello di Bertrand de Blanchefort, IV maestro dell’Ordine. Il fatto che Saauniére rtovò effettivamente qualcosa di prezioso è innegabile, anche perchè lui stesso fece vedere alcuni oggetti, tra cui dei calici, trovati sotto l'altare, ma fu restio a parlare dell'argomento.
Del resto, il demone Asmodeo è considerato tradizionalmente il protettore dei tesori.
III IPOTESI.
Saunière scoprì un segreto capace di riscrivere la storia dell’Occidente. E’ questa una delle teorie più interessanti ed è quella sostenuta da Baigent, Leigh e Lincoln. Essi ipotizzano che Saunière, quando sollevò la colonna visigota che sosteneva l’altare trovò delle pergamene, che tracciavano una genealogia, e forse altri documenti segreti. Questa genealogia aveva qualcosa di sorprendente che si collega direttamente alla ricerca del Santo Graal. Occorre, però, mutare la propria ottica e le idee preconcette, per non considerare il Graal un oggetto, ma soffermarsi sulla sua grafia corretta e più arcaica, cioè Santo Graal o meglio San Greal o ancora meglio
IL Graal non è un oggetto materiale ma una stirpe di sangue, di cui Saunière potrebbe aver trovato il segreto, ossia l’iniziatore della famiglia, lo stesso Gesù Cristo. Secondo questa teoria, Gesù non sarebbe realmente morto sulla croce, ma fuggito in Provenza, e non da solo, ma accompagnato dalla moglie e dai figli. Sul problema del matrimonio di Gesù ci si può riferire alla sezione sulla Chiesa primitiva.
Basti qui dire che la moglie di Gesù viene identificata con Maria Maddalena e a questo si dovrebbe la chiesa a lei intitolata e l’erezione della Torre Magdala. In Francia Gesù avrebbe dato origine ad una stirpe reale e divina , quella dei sovrani merovingi, poi soppiantati dai carolingi (ultimo re merovingio fu Dagoberto II). Saunière avrebbe trovato la genealogia di questa insigne famiglia, che da Gesù passava per gli spodestati merovingi e per i signori di Rennes,fino ad arrivare ai suoi giorni. Egli avrebbe poi contattato persone interessante a ricollocare sul trono francese discendenti di tale stirpe, dai quali avrebbe avuto finanziamenti per compiere ulteriori ricerche. Autonomamente o tramite queste persone avrebbe anche potuto ricattare il vaticano, minacciando di svelare segreti in grado di minare tutto il sistema ecclesiastico. Si ipotizza , infatti, che nel corso del tempo sia sopravissuta una società segreta custode di questi fatti e nota come Priorato di Sion, che agisce nell’ombra e costituisce una sorta di governo sotterraneo che presiede alle decisioni dei governi ufficiali del mondo.
I misteriosi scavi effettuati da Saunière avrebbero mirato a trovare la tomba di Cristo e di Maria Maddalena, forse occultate da false lapidi presenti nel cimitero di Rennes. Ma le tombe potrebbero anche trovarsi nei dintorni di Rennes e quella di Cristo potrebbe essere rappresentata nel quadro di Poussin; esiste, infatti, una località chiamata Mont Cordu, la cui etimologia potrebbe nascondere le parole corp de Dieu.
In questo segreto consisterebbe il tesoro dei Catari e dei Templari, spesso considerati quali custodi del Santo Graal.
IV IPOTESI.
Saunière viveva in un luogo “magico”. Secondo questa teoria Rennes si troverebbe in un punto strategico del globo dove confluiscono varie correnti d’energia e dove sarebbe più propizio il verificarsi di eventi soprannaturali, una sorta di “bocca dell’inferno”, dove forze celestiali e malefiche trovano un fertile terreno per fronteggiarsi. A partire dai Druidi, i sacerdoti celtici, questi sono stati luoghi dove si esercitava la magia e preferibilmente quella nera. Anche i merovingi pare non fossero estranei a pratiche rituali, come quella di perforare il cranio dopo la morte, forse per permettere all’anima una più rapida ascesa al cielo, o forse per impedire un ritorno del defunto. Molti nobili della Linguadoca sono avvolti da un alone sinistro, ad esempio la dama vissuta nel Medioevo, prima della Crociata contro gli Albigesi, Stefania d’Hautpoul detta La loba cioè “la lupa”, termine non troppo lusinghiero se nonsi legge in un’accezione particolare. Questa Stefania pare fosse un specie di strega dedita a pratiche magiche ed a culti pagani che comprendevano la trasformazione in animali, atti di antropofagia e vampirismo. Della sua fama doveva essere a conoscenza il trovatore Peire Vidal che, per conquistarla, si ricoprì di una pelle di lupo (così racconta una leggenda locale) e cominciò a terrorizzare le greggi dei dintorni, finché non fu catturato dai pastori e portato la castello della Lupa, raggiungendo così il suo obiettivo. Questa è una storia strana, sotto il cui semplice racconto forse si nascondono i tentativi di uno stregone di essere ammesso in una congrega magica, che per avere successo deve dimostrare di essere stato iniziato e di saper compiere magie.
Anche la marchesa Marie de Negre è un personaggio misterioso, giunto nella zona di Rennes, il Razès, non si sa da dove arrivò nel Razes per sposare un Hautpoul; non si sa nemmeno come finì la sua vita, visto che il suo atto di morte risulta essere falso. Chi lo redasse fu l’abate Bigou, che poi fece seppellire la nobildonna non nella chiesa nella tomba di famiglia, ma all’esterno ai piedi del campanile, quasi dovesse essere tenuta lontana dal luogo sacro, come una presenza pericolosa. Secondo il falso atto Marie morì il 17 Gennaio 1781 ed ecco che ritorna il 17 Gennaio, giorno in cui Saunière ebbe l’attacco cardiaco e festa di San Sulspizio. Venuto a conoscenza di questi segreti iniziatici Saunière avrebbe cercato in tutti i modi di metterli in pratica e di accrescere il suo potere, magari attraverso altre scoperte, e prima di tutto trasformando la chiesetta campestre in un tempio pagano. Non è dato sapere che cosa Saunière abbia trovato in chiesa e nella tomba della marchesa, ma comunque poteva essere qualcosa avente a che fare con riti per la conquista dell’immortalità, che certo doveva far gola a molte persone influenti.
Sta a voi giudicare quale ipotesi vi sembra più esauriente e più vicina alla verità; forse tutte contengono elementi di verità ed altri dettati solo dalla voglia di dare una spiegazione a fatti che a prima vista sfuggono a qualsiasi logica. Quel che è sicuro è che il minuscolo paese del Razès resta uno dei luoghi più affascinanti del mondo e che ad ogni nuova indagine svela altri oscuri particolari.
I IPOTESI.
Saunière ottenne il denaro in modo disonesto. Finché rimase vescovo di Carcassonne un amico dell’abate tutto filò liscio, ma il successore volle vederci più chiaro nella vita lussuosa di un modesto curato di campagna e lo accusò di traffico di messe e simonia. Saunière, però, si appellò al Vaticano, che lo scagionò. Dietro all’apparente mistero potrebbe, quindi, esserci solo l’avidità di un prete che non seguiva a dovere i Comandamenti.
II IPOTESI.
Saunière trovò un tesoro. Quelli dove si trova Rennes sono, come ho già accennato, luoghi ricchi di storia, dove nel corso dei secoli si sono susseguiti varie dominazioni. Durante i lavori di restauro potrebbe aver trovato un tesoro materiale, con oro e argento, o più probabilmente le istruzioni per raggiungerlo, per scavare nel punto giusto, magari vicino alla chiesa dove sorgeva il cimitero. E chi poteva aver sepolto un tesoro? Qui le opzioni si sprecano: i Celti, popolo ricco e fiorente che visse a lungo in questi luoghi; i Visigoti, che magari depositarono qui le ricchezze sottratte ai Romani; i Catari (noti per custodire un qualche tesoro) in quanto sono questi i luoghi della famigerata crociata contro gli Albigesi; i Templari, dei quali si trovano numerosi castelli, tra cui quello di Bertrand de Blanchefort, IV maestro dell’Ordine. Il fatto che Saauniére rtovò effettivamente qualcosa di prezioso è innegabile, anche perchè lui stesso fece vedere alcuni oggetti, tra cui dei calici, trovati sotto l'altare, ma fu restio a parlare dell'argomento.
Del resto, il demone Asmodeo è considerato tradizionalmente il protettore dei tesori.
III IPOTESI.
Saunière scoprì un segreto capace di riscrivere la storia dell’Occidente. E’ questa una delle teorie più interessanti ed è quella sostenuta da Baigent, Leigh e Lincoln. Essi ipotizzano che Saunière, quando sollevò la colonna visigota che sosteneva l’altare trovò delle pergamene, che tracciavano una genealogia, e forse altri documenti segreti. Questa genealogia aveva qualcosa di sorprendente che si collega direttamente alla ricerca del Santo Graal. Occorre, però, mutare la propria ottica e le idee preconcette, per non considerare il Graal un oggetto, ma soffermarsi sulla sua grafia corretta e più arcaica, cioè Santo Graal o meglio San Greal o ancora meglio
SANG REAL=SANGUE REALE
IL Graal non è un oggetto materiale ma una stirpe di sangue, di cui Saunière potrebbe aver trovato il segreto, ossia l’iniziatore della famiglia, lo stesso Gesù Cristo. Secondo questa teoria, Gesù non sarebbe realmente morto sulla croce, ma fuggito in Provenza, e non da solo, ma accompagnato dalla moglie e dai figli. Sul problema del matrimonio di Gesù ci si può riferire alla sezione sulla Chiesa primitiva.
Basti qui dire che la moglie di Gesù viene identificata con Maria Maddalena e a questo si dovrebbe la chiesa a lei intitolata e l’erezione della Torre Magdala. In Francia Gesù avrebbe dato origine ad una stirpe reale e divina , quella dei sovrani merovingi, poi soppiantati dai carolingi (ultimo re merovingio fu Dagoberto II). Saunière avrebbe trovato la genealogia di questa insigne famiglia, che da Gesù passava per gli spodestati merovingi e per i signori di Rennes,fino ad arrivare ai suoi giorni. Egli avrebbe poi contattato persone interessante a ricollocare sul trono francese discendenti di tale stirpe, dai quali avrebbe avuto finanziamenti per compiere ulteriori ricerche. Autonomamente o tramite queste persone avrebbe anche potuto ricattare il vaticano, minacciando di svelare segreti in grado di minare tutto il sistema ecclesiastico. Si ipotizza , infatti, che nel corso del tempo sia sopravissuta una società segreta custode di questi fatti e nota come Priorato di Sion, che agisce nell’ombra e costituisce una sorta di governo sotterraneo che presiede alle decisioni dei governi ufficiali del mondo.
I misteriosi scavi effettuati da Saunière avrebbero mirato a trovare la tomba di Cristo e di Maria Maddalena, forse occultate da false lapidi presenti nel cimitero di Rennes. Ma le tombe potrebbero anche trovarsi nei dintorni di Rennes e quella di Cristo potrebbe essere rappresentata nel quadro di Poussin; esiste, infatti, una località chiamata Mont Cordu, la cui etimologia potrebbe nascondere le parole corp de Dieu.
In questo segreto consisterebbe il tesoro dei Catari e dei Templari, spesso considerati quali custodi del Santo Graal.
IV IPOTESI.
Saunière viveva in un luogo “magico”. Secondo questa teoria Rennes si troverebbe in un punto strategico del globo dove confluiscono varie correnti d’energia e dove sarebbe più propizio il verificarsi di eventi soprannaturali, una sorta di “bocca dell’inferno”, dove forze celestiali e malefiche trovano un fertile terreno per fronteggiarsi. A partire dai Druidi, i sacerdoti celtici, questi sono stati luoghi dove si esercitava la magia e preferibilmente quella nera. Anche i merovingi pare non fossero estranei a pratiche rituali, come quella di perforare il cranio dopo la morte, forse per permettere all’anima una più rapida ascesa al cielo, o forse per impedire un ritorno del defunto. Molti nobili della Linguadoca sono avvolti da un alone sinistro, ad esempio la dama vissuta nel Medioevo, prima della Crociata contro gli Albigesi, Stefania d’Hautpoul detta La loba cioè “la lupa”, termine non troppo lusinghiero se nonsi legge in un’accezione particolare. Questa Stefania pare fosse un specie di strega dedita a pratiche magiche ed a culti pagani che comprendevano la trasformazione in animali, atti di antropofagia e vampirismo. Della sua fama doveva essere a conoscenza il trovatore Peire Vidal che, per conquistarla, si ricoprì di una pelle di lupo (così racconta una leggenda locale) e cominciò a terrorizzare le greggi dei dintorni, finché non fu catturato dai pastori e portato la castello della Lupa, raggiungendo così il suo obiettivo. Questa è una storia strana, sotto il cui semplice racconto forse si nascondono i tentativi di uno stregone di essere ammesso in una congrega magica, che per avere successo deve dimostrare di essere stato iniziato e di saper compiere magie.
Anche la marchesa Marie de Negre è un personaggio misterioso, giunto nella zona di Rennes, il Razès, non si sa da dove arrivò nel Razes per sposare un Hautpoul; non si sa nemmeno come finì la sua vita, visto che il suo atto di morte risulta essere falso. Chi lo redasse fu l’abate Bigou, che poi fece seppellire la nobildonna non nella chiesa nella tomba di famiglia, ma all’esterno ai piedi del campanile, quasi dovesse essere tenuta lontana dal luogo sacro, come una presenza pericolosa. Secondo il falso atto Marie morì il 17 Gennaio 1781 ed ecco che ritorna il 17 Gennaio, giorno in cui Saunière ebbe l’attacco cardiaco e festa di San Sulspizio. Venuto a conoscenza di questi segreti iniziatici Saunière avrebbe cercato in tutti i modi di metterli in pratica e di accrescere il suo potere, magari attraverso altre scoperte, e prima di tutto trasformando la chiesetta campestre in un tempio pagano. Non è dato sapere che cosa Saunière abbia trovato in chiesa e nella tomba della marchesa, ma comunque poteva essere qualcosa avente a che fare con riti per la conquista dell’immortalità, che certo doveva far gola a molte persone influenti.
Sta a voi giudicare quale ipotesi vi sembra più esauriente e più vicina alla verità; forse tutte contengono elementi di verità ed altri dettati solo dalla voglia di dare una spiegazione a fatti che a prima vista sfuggono a qualsiasi logica. Quel che è sicuro è che il minuscolo paese del Razès resta uno dei luoghi più affascinanti del mondo e che ad ogni nuova indagine svela altri oscuri particolari.