L'abate dei milioni
Dopo il misterioso ritrovamento Saunière fece un viaggio a Parigi, pare al Seminario di San Sulspice per la decifrazione delle pergamene, ma pare anche che frequentasse alcuni circoli esoterici non molto adatti ad un prete, dove si discuteva soprattutto di occultismo, di gran moda in quegli anni. Tra i perosnaggi in vista che frequentò c'era anche Emma Calvé, nota cantante lirica, indicata come la sua amante. Si recò molte volte al Louvre esi procurò copie di opere d'arte: un ritratto del papa Celestino V (il pontefice che rinunciò alla sua carica proferendo quello che Dante chiama il gran rifiuto, e al quale succedette Bonifacio VIII) e I pastori d’Arcadia II di Nicolas Poussin (nel quali dei pastori stanno intorno ad una tomba dall’enigmatica iscrizione: et in arcadia ego) e un dipinto di Sant'Antonio l'Eremita di David Teniers (non identificato con precisione, ma forse Sant'Antonio e San Paolo). Tornò anche con qualcos’altro: con molto, moltissimo denaro. Infatti cambiò completamente stile di vita. Abbandonò la solitudine per ricevere sempre più spesso numerosi ospiti appartenenti all’alta società, primo fra tutti l’arciduca Giovanni d’Asburgo. Inoltre ciò a cui si dedicò più alacremente fu la ristrutturazione della piccola chiesa, non limitandosi a leggeri interventi di restauro, ma trasformandola completamente, arricchendola di quegli elementi che ne fanno uno degli edifici più misteriosi e ricchi di simbolismo del mondo intero.
Citerò solo alcuni dei suoi interventi, i più significativi. Sull’architrave della facciata fece apporre l’inquietante iscrizione terribilis est locus iste e fece sì che il visitatore appena entrasse trovasse ad accoglierlo il ghigno di una paurosa statua raffigurante il demone Asmodeo. Venne aggiunta una Via crucis illustrata di tavole con strani e coloratissimi disegni, tutti che in qualche modo si discostano dalle rappresentazioni canoniche.
Procedette, poi, alla costruzione di una sontuosa abitazione per sé che denominò Villa Bethania, che comprendeva anche una torretta circondata da un camminatoio, la Torre Magdala. Non trascurò neppure gli abitanti di Rennes, portando a termine varie opere di ristrutturazione nel paese e progettando la costruzione di una nuova strada.
Fin qua quasi nulla da obiettare, anche se a proprio modo il curato si dedicava a rendere più accogliente il villaggio, ma gli abitanti ebbero molto da dire quando si accorsero che era dedito anche ad occupazioni più singolari. Pare, infatti, che passasse molte ore, nottetempo, nel piccolo cimitero adiacente alla chiesa, dove scavava, distruggendo tombe e lapidi. La tomba che maggiormente sembrava interessarlo era quello della marchesa di Blanchefort e di Hautpoul, Marie de Negri. Quest’ultima è un personaggio avvolto dal mistero, sulla quale occorrerà in seguito dire qualcosa di più. Questi avvenimenti fecero in modo che Saunière non fosse molto ben visto dalla popolazione locale.
Il 17 Gennaio 1917 fu colpito da un attacco cardiaco che lo porterà alla morte il 22 Gennaio. Nonostante fosse in piena salute il 12 Gennaio Marie Denarnaud aveva ordinato una bara. Il prete chiamato per confessarlo uscì dalla stanza di Saunière visibilmente turbato e si rifiutò di dargli l’estrema unzione. Una vita misteriosa fino alla fine.