Personal tools
You are here: Home Dea Madre Tante dee
Document Actions

I tanti volti della Dea

Il senso del divino nato spontaneamente nell’uomo si è orientato verso una divinità femminile, fatto che può parere strano a noi nati in un paese cattolico ed abituati a pensare alle grandi religioni monoteiste presiedute da un Dio con caratteristiche maschili, sia esso il Dio cristiano, ebraico o musulmano. Eppure c’è stato un tempo in cui era il principio femminile a governare il mondo, come si si evince dall'organizzazione delle società primitive, a base matriarcale. In seguito la donna è sempre più passata in secondo piano, debole essere creato dalla costola di un uomo, anche se in molte strutture sociali, prime fra tutte quella contadina, ha mantenuto un ruolo fondamentale.

Tutti i popoli antichi hanno adorato una dea, chiamata in varie maniere ma dalle qualità simili, sia essa la  Dea Madre, la Grande Madre o la Dea Bianca, dispensiera di vita e morte, ed hanno dedicato a questa dea un’infinità di luoghi sacri sparsi in tutto il mondo. Questi i nomi con cui la Dea è stata di volta in volta chiamata:

  • ASTARTE: divinità femminile fenicia e quindi dea comune delle nazioni semitiche, penetrata poi nel mondo greco-romano. Era la signora di Tiro, Sidone, Biblo, Cartagine. Nell'arte antica è rappresentata come dea guerriera, in piedi sul carro. Nel mondo fenicio è raffigurata più frequentemente come dea-madre, mentre nuda si stringe i seni o mentre sorregge fiori di loto, o un disco, o dei serpenti.
  • CIBELE: dea anatolica creatrice dell’universo, vergine inviolata e tuttavia madre degli uomini. Il culto di Cibele divenne diffusissimo a Roma, tanto da essere vicino ad assurgere al ruolo di religione ufficiale dell’impero sotto il regno di Antonino Pio. Cibele era rappresentata come madre potente seduta sul mostro da lei domato (analogamente alla Vergine Maria che trionfa sul serpente o la dama del liocorno che placa il mitico animale facendolo accovacciare sul suo grembo). Essa è madre-amante di Attis che, dopo esser morto in tragiche circostanze, risorge.
  • ISHTAR: dea assira e babilonese dell’amore  e della guerra.
  • INANNA: dea sumerica della terra  e madre feconda.
  • VENERE: dea greca dell’amore e della fecondità.
  • GEA: o Gaia, la Terra, dispensatrice dei frutti, delle piante e degli animali necessari alla vita e al sostentamento.
  • ISIDE: dea egizia della fertilità moglie di Osiride e madre di Horus.

Ci sono state, inoltre, civiltà il cui pantheon era decisamente dominato da una dea identificata con la fertilità e la creazione di tutta la natura. Così è stato per la civiltà di Creta, dove veniva adorata una dea che appariva sotto aspetti diversi, e alla quale erano associate divinità maschili della vegetazione, che morivano e risorgevano scandendo il trascorrere delle stagioni. La dea aveva vari epiteti, come Britomartis, cioè Dolce Vergine, e Arianna cioè Santissima, poi passati ad accompagnare il nome di Maria. Sono state ritrovate molte statuette di dee delle fertilità e anelli a sigillo che sembrano raffigurare riti di lutto per il dio morto a loro associato, in cui si cerca di restituirgli la vita. La preponderanza di un culto femminile fece sì che le donne rivestissero ruoli di rilievo nelle cerimonie religiose, anche se non è ancora certo che Creta fosse governata da regine. Probabilmente la società era matriarcale e le donne godevano di rispetto e libertà.

Altro popolo per il quale era fondamentale il culto di divinità femminili è quello dei Celti, che veneravano più di ogni altra la Dea Madre, detta Anu o Danu dagli irlandesi, Dana o Dona dai britanni. Dea ad essa associata era Brigit, che assumeva l’aspetto di Morrigan la guerriera, di Epona, portatrice di fertilità, e di Belisana, protettrice dei poeti. La festa di Brigit era il 31 Gennaio circa, Imbolc, in cui si celebrava il ritorno della luce. Questa festa divenne quella della Candelora e le caratteristiche di Brigit furono assorbite da Santa Brigida, divenuta seconda patrona d’Irlanda (non è l’unico esempio di festa celtica adottata dal Cristianesimo: anche Samain, la notte del Primo Novembre, è diventata Ognissanti). Il simbolo celtico del Triskell, oltre a rappresentare le tre fasi solari, richiama i tre aspetti della dea: madre, figlia, sorella.
Iscriviti alla Newsletter
Archivio
Trovaci su Facebook
Sito Offerte Eventi
Inserire, in totale autonomia, offerte o eventi relativi ai propri servizi che possono essere pubblicati online, tramite un sistema  automatico temporizzato, permette di  mantenere il contatto con il cliente abituale e di attirare l'attenzione di nuovi.
Interfaccia web
Il poter accedere ai propri documenti aziendali tramite una interfaccia web è altamente vantaggioso, in quanto consente l'accesso da un qualsiasi computer e l'unico software necessario è un browser presente ormai su qualunque pc, ma anche su palmari e cellulari
 

This site conforms to the following standards: