"Crociata contro il Graal"
I Catari non costituivano solo una deviazione dalla religione ufficiale, ma avevano fondato una Chiesa in piena regola, tanto che nel 1167 si svolse un Concilio Cataro, a Saint Felix de Caravan, dopo che erano stati fondati diocesi e conventi, opponendosi apertamente alla Chiesa di Roma. Gli eretici avevano la protezione dei nobili della Linguadoca, come i Trencavel di Carcassonne e Raimondo VI, il signore di tutta la regione dai Pirenei ad Avignone. Possiamo segnalare il fatto che Raimondo è anche tra i protagonisti di una storia curiosa e boccaccesca, essendo colui che si contendeva l’amore per la donna più bella e misteriosa della Linguadoca, la cosiddetta Loba (personaggio che incontriamo anche nell’enigma di Rennes-le-Chateau), col trovatore Peire Vidal. Il signore del luogo ebbe la meglio ed è forse significativo che oltre a Catari e trovatori troviamo alla sua corte anche una donna dalla fama di “strega”, dedita a culti pagani.
La Chiesa mostrava da tempo insofferenza per la situazione religiosa della Linguadoca, ma la goccia che fece traboccare il vaso fu nel 1208 l’assassinio del legato pontificio Pierre de Castelnau, di cui fu accusato Raimondo VI. Davanti a quest’ultimo affronto il papa Innocenzo III inviò un esercito di 30000 uomini a “ripulire” il Midi. Il 22 Luglio, festa della veneratissima Maria Maddalena la città di Béziers fu incendiata e ventimila persone uccise; fu in quest’occasione che si narra che ai soldati incerti nel distinguere tra eretici e cattolici il rappresentante papale rispose: “Uccideteli tutti, Dio riconoscerà i suoi”. E da lì la crociata continua portandosi dietro morte e distruzione, tanto da veder coinvolti, nel corso degli anni, i successori di coloro che ne videro l’inizio, come Raimondo VII succeduto al padre, e il nuovo pontefice Gregorio IX. Proprio questo papa, non contento della sola opera dell’esercito, istituirà un tribunale speciale, inviando inquisitori a Tolosa, Albi, Avignone, Carcassonne. Si può veramente affermare che la crociata non ebbe solo il risultato si estirpare l’eresia catara, ma decretò anche la fine della fiorente civiltà occitana, che era giunta ai massimi gradi della ricchezza e della cultura.
Nel 1240 i Catari sembrano finiti, resiste solo un’ultima roccaforte che, nonostante la strenua resistenza, finirà per cadere sotto i colpi della Chiesa.
La Chiesa mostrava da tempo insofferenza per la situazione religiosa della Linguadoca, ma la goccia che fece traboccare il vaso fu nel 1208 l’assassinio del legato pontificio Pierre de Castelnau, di cui fu accusato Raimondo VI. Davanti a quest’ultimo affronto il papa Innocenzo III inviò un esercito di 30000 uomini a “ripulire” il Midi. Il 22 Luglio, festa della veneratissima Maria Maddalena la città di Béziers fu incendiata e ventimila persone uccise; fu in quest’occasione che si narra che ai soldati incerti nel distinguere tra eretici e cattolici il rappresentante papale rispose: “Uccideteli tutti, Dio riconoscerà i suoi”. E da lì la crociata continua portandosi dietro morte e distruzione, tanto da veder coinvolti, nel corso degli anni, i successori di coloro che ne videro l’inizio, come Raimondo VII succeduto al padre, e il nuovo pontefice Gregorio IX. Proprio questo papa, non contento della sola opera dell’esercito, istituirà un tribunale speciale, inviando inquisitori a Tolosa, Albi, Avignone, Carcassonne. Si può veramente affermare che la crociata non ebbe solo il risultato si estirpare l’eresia catara, ma decretò anche la fine della fiorente civiltà occitana, che era giunta ai massimi gradi della ricchezza e della cultura.
Nel 1240 i Catari sembrano finiti, resiste solo un’ultima roccaforte che, nonostante la strenua resistenza, finirà per cadere sotto i colpi della Chiesa.